Analisi e sintesi

Il testo è tratto dal quinto capitolo del libro “I livelli della ragione” di Alvise Giubelli

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5.1 L’astrazione primaria e l’astrazione secondaria. Analisi e sintesi.

Grazie all’indagine condotta sull’idea di oggettività è stata analizzata nuovamente l’idea della razionalizzabilità dell’esperienza e le modalità di formazione delle idee regolative e di concettualizzazione dell’esperienza già più volte menzionate. Nel fare ciò, questa volta, si è posto l’accento sull’attività di astrazione che precede l’induzione. Si è già discusso di come essa operi nella ragione primaria sotto la guida delle idee regolative della ragione superiore, quando avvengono i riconoscimenti. Infatti, questi si realizzano attingendo un minimo numero di proprietà ricavate da alcuni riconoscimenti di ordine inferiore (percezioni). Tali proprietà risultano sufficienti alla ragione per identificare il concetto e quindi l’ente corrispondente. Si è detto, per esempio, che sono sufficienti pochi tratti somatici per identificare un individuo come essere umano. Quindi, se il riconoscimento avviene isolando solo alcune delle percezioni (riconoscimenti di ordine inferiore), significa che la ragione ne trascura delle altre compiendo un’astrazione. Questa si può definire convenzionalmente astrazione primaria. Essa opera sotto la guida di idee regolative della ragione superiore.

L’astrazione interviene anche quando la ragione superiore riflette sulle idee della ragione primaria per formare le idee regolative (razionalizzazione o concettualizzazione). Le idee su cui riflette possono essere riconoscimenti o idee più complesse che coinvolgono più concetti preformati (teorie, opinioni e convinzioni). In entrambi questi casi, la ragione non coinvolge tutte le idee, ma solo una parte di esse sulla quale poi procede ad una sintesi per induzione. Questa volta è la ragione superiore a trascurare delle idee compiendo così un’astrazione. Tale astrazione si può definire convenzionalmente astrazione secondaria. Sia questa che quella primaria operano simultaneamente, ma poiché l’attività di sintesi delle idee regolative è più lenta rispetto all’attività di analisi della ragione primaria che opera i riconoscimenti e che elabora le idee, anche l’astrazione primaria avviene più frequentemente rispetto all’astrazione secondaria.

Se vedo una sfera con una circonferenza massima di circa 70 cm su cui sono disegnati esagoni e pentagoni, oppure se vedo un icosaedro troncato e affermo di vedere un pallone da calcio, allora la mia ragione primaria compie un’astrazione primaria. Se dopo aver osservato tanti palloni impiegati per giocare al calcio, mi formo il concetto di pallone da calcio a cui associo certe proprietà e non altre, la mia ragione superiore nell’ambito di un processo di sintesi compie un’astrazione secondaria. Con la prima astrazione, trascuro, per esempio, il fatto che si possono trovare palloni utilizzati nel gioco del calcio su cui non compaiono quelle figure geometriche, oppure trascuro di valutare il materiale di cui è fatto l’ente, quindi rischio di scambiare, per esempio, un trofeo in metallo con ciò che rappresenta. Con la seconda astrazione, che cronologicamente deve necessariamente aver luogo prima dell’altra e deve aver richiesto più tempo per realizzarsi, trascuro tutte quelle proprietà che, nonostante le abbia conosciute, non le ho osservate spesso associate ai palloni con cui si gioca al calcio o su cui non mi sono concentrato molto, per esempio, il peso o la pressione con cui dev’essere gonfiato e così via.

Quindi la ragione trascura dei riconoscimenti o delle percezioni che servirebbero a formare un riconoscimento superiore (astrazione primaria) o la sintesi di un nuovo concetto (astrazione secondaria). Necessita precisare che in entrambi i casi, poiché i “riconoscimenti” trascurati sono avvenuti grazie ad idee regolative e concetti preformati, tale scarto costituisce a tutti gli effetti materiale empirico. La ragione facendo astrazione da questi riconoscimenti li isola non integrandoli nel riconoscimento superiore o nel concetto in cui dovrebbero stare. Solo a seguito di contraddizioni tra i riconoscimenti o di aspettative deluse si riesce ad identificare ciò che si è trascurato. Nel caso del pallone da calcio, trascurando le molte volte che ho osservato palloni utilizzati nel gioco del calcio privi di esagoni e pentagoni, mi formo un concetto di pallone da calcio solo con tali figure (astrazione secondaria) e quindi non riconoscerò un pallone da calcio quando non vedo le stesse figure (astrazione primaria). Che tali astrazioni siano avvenute, lo saprò solo quando vedrò utilizzare un pallone senza esagoni e pentagoni in una o più partite ufficiali o, meglio ancora, se rivedo una vecchia partita ufficiale in cui si utilizzò un pallone simile.

Ciò che viene trascurato, sia nell’astrazione primaria che in quella secondaria, dipende da idee regolative della ragione superiore. Poiché ogni concetto o idea regolativa implica altri concetti e idee regolative e così via nell’ambito di una fitta rete di rimandi, si vede palesemente che la ragione accumula un vastissimo materiale empirico non impiegato in modo completo nella sintesi delle idee regolative e nei riconoscimenti. Ciò significa che le teorie, le opinioni e le convinzioni strutturate sulla base di questi, non esprimono la razionalizzazione completa della propria esperienza.

Il testo è tratto dal quinto capitolo del libro “I livelli della ragione” di Alvise Giubelli

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